Francesco De Giorgio Ingegnere del software · Pisa Parliamone

Quanto costa un sito web, voce per voce.

Non esiste un prezzo di listino, e chi te ne dà uno al telefono senza averti fatto nemmeno una domanda ti sta vendendo qualcos'altro. Esiste però un modo serio di comporre un costo, voce per voce, e uno altrettanto serio di leggere un preventivo. Qui trovi tutti e due, senza cifre inventate.

Il punto

Perché la domanda non ha una risposta secca

"Sito web" è una parola sola che copre cose diversissime: la pagina singola che presenta un'attività, il sito da venti pagine che racconta servizi e territorio, il negozio online con catalogo, disponibilità e pagamenti. Chiedere quanto costa un sito è come chiedere quanto costa un mezzo per spostarsi: dipende se ti serve una bici o un furgone frigorifero.

Non vuol dire che il prezzo sia un mistero o che dipenda dall'umore di chi lo scrive. Vuol dire che il numero viene dopo: prima si capisce cosa deve fare il sito e quante cose vanno costruite davvero, poi si mette per iscritto, insieme a cosa comprende e a cosa no.

Quello che puoi fare subito è imparare a riconoscere le voci che compongono il conto: se sai di cosa è fatto un costo, capisci quale dei due preventivi che hai sul tavolo è davvero più basso e quale è solo più corto.

Le variabili

Cosa fa muovere davvero il conto

Sono sei cose, e quasi nessuna riguarda la grafica. Se le hai chiare prima di chiedere un preventivo, il numero che ricevi è molto più affidabile.

Quante pagine, e soprattutto quanti contenuti

Il numero di pagine conta meno di quanto pensi: dieci pagine costruite sullo stesso schema costano poco più di tre. Pesano le pagine diverse tra loro, che vanno progettate una a una, e i contenuti da produrre da zero. Un sito con i testi già pronti è un lavoro; lo stesso sito con i testi da scrivere sono due lavori.

Se c'è un catalogo

Vendere online non è "aggiungere il carrello": vuol dire decidere come sono fatte le schede prodotto, come si gestiscono varianti, disponibilità, spedizioni, resi e fatturazione, e chi aggiorna tutto quando qualcosa cambia. Dieci prodotti stabili e mille che cambiano ogni settimana sono due progetti diversi, anche se da fuori il sito sembra lo stesso.

Se il sito incassa o prenota

Quando entrano i pagamenti entra anche un lavoro che prima non c'era: gli stati da gestire (pagato, in attesa, rimborsato), gli errori, le ricevute. Con le prenotazioni si aggiungono calendari, disponibilità e sovrapposizioni da evitare. È la parte che faccio più spesso: la racconto per esteso nella pagina prenotazioni e gestionali.

Quante lingue

Una seconda lingua non raddoppia il costo del sito, ma raddoppia i contenuti e aggiunge un impianto: indirizzi separati per lingua, dichiarazioni per i motori di ricerca, mappa del sito multilingua. Su Ci vediamo in Calabria le lingue sono nove: lì la traduzione smette di essere un compito e diventa architettura.

Cosa deve parlare con cosa

Ogni sistema che deve dialogare con il sito è una voce a sé: il gestionale che hai già, il software delle prenotazioni, la fatturazione, il magazzino. È la voce più sottovalutata dei preventivi, perché il costo non è collegare due cose, è gestire il giorno in cui una delle due cambia o smette di rispondere. Se hai già dei sistemi, dillo alla prima chiamata.

Chi scrive i testi e chi fa le foto

Vanno decisi prima, non a metà strada. Se i testi li scrivi tu il preventivo cala, ma la data di consegna dipende da te: è la causa numero uno dei siti fermi a metà. Se li scrivo io è lavoro in più, però il sito esce. Per le foto vale lo stesso: il fotografo è un costo esterno, non compare nel mio preventivo ma compare nel tuo conto totale.

Il conto vero

Le voci che tornano ogni anno

Un sito ha due tipi di costo, e confonderli è il modo più rapido per prendersi una sorpresa dopo dodici mesi. C'è quello che paghi una volta, cioè costruirlo, e c'è quello che paghi finché il sito resta online, indipendentemente da quanto lo usi.

  • Il dominio, cioè il nome: si rinnova ogni anno e deve essere intestato a te. È la cosa più importante che possiedi del progetto.
  • L'hosting, lo spazio dove il sito vive: un sito vetrina e un e‑commerce con area riservata non hanno le stesse esigenze.
  • Il certificato che mette il lucchetto accanto all'indirizzo: spesso è compreso nell'hosting, ma va verificato che si rinnovi da solo.
  • Gli aggiornamenti, se il sito gira su una piattaforma con estensioni: non sono un capriccio tecnico, tengono fuori i problemi di sicurezza.
  • I backup, e soprattutto la prova che si riescono a ripristinare. Un backup che nessuno ha mai provato a rimettere online è una speranza.
  • La manutenzione: cosa succede quando cambi orari, prezzi o servizi. Forfait annuale, monte ore o intervento a chiamata, purché sia scritto.

Nessuna di queste voci è enorme presa da sola, ed è per questo che in fase di vendita spesso non vengono nominate. Sommate, sono il costo di tenere in vita il tuo sito: sapere cosa pagherai il secondo anno fa parte del preventivo del primo.

Dominio/ Hosting/ Certificato/ Backup/ Aggiornamenti/ Manutenzione

Tre strade

Tema comprato, su misura, abbonamento

Tre modi di arrivare online, con tre curve di costo diverse. Nessuno è sbagliato in sé: sbagliato è l'abbinamento tra la strada e il progetto.

1

Il tema comprato e montato

Si acquista un modello grafico già pronto, lo si riempie dei tuoi contenuti e lo si adatta. È la strada più economica per partire ed è la scelta giusta più spesso di quanto gli sviluppatori ammettano: per presentare bene un'attività, con poche pagine e contenuti tuoi, un tema montato con criterio fa il suo mestiere. Il rovescio è che ti muovi dentro i limiti del modello: quando chiedi qualcosa che non è previsto si comincia a forzare, e lì il risparmio evapora.

2

Il sito su misura

Ogni pagina viene costruita per quello che deve fare, senza portarsi dietro funzioni che non userai mai. All'inizio costa di più e per una vetrina di tre pagine non ha senso. Ha senso quando il sito deve lavorare: vendere, prenotare, incassare, parlare con un gestionale, reggere molte pagine o molte lingue. Il vantaggio si vede nel tempo, perché ogni modifica resta una modifica e non una forzatura.

3

La piattaforma in abbonamento

Paghi un canone e il sito vive dentro un servizio che pensa a tutto: aggiornamenti, sicurezza, hosting. Parti in fretta e sai quanto spendi ogni mese. I due limiti da conoscere prima di firmare: il canone non finisce mai e cresce con le funzioni che aggiungi, e sei ospite in casa d'altri, quindi puoi fare solo quello che la piattaforma prevede. Guarda come si esce, non solo come si entra.

Il preventivo

Le domande da fare a chi te lo manda

Un preventivo serio si riconosce prima di arrivare al totale. Queste sono le domande che farei io, e sono le stesse a cui mi aspetto di rispondere quando il preventivo lo scrivo per te.

  • Cosa comprende esattamente questo numero e cosa resta fuori? Testi, foto, traduzioni e trasferimento dei contenuti dal vecchio sito sono le voci che di solito saltano fuori dopo.
  • Chi intesta dominio, hosting e account? Devono essere tuoi. Se sono intestati a chi costruisce il sito, non hai un fornitore: hai un vincolo.
  • Cosa succede il giorno dopo la consegna? Quanto costa una modifica, chi la fa, in quanto tempo.
  • Quali parti posso aggiornare da solo, e con quale strumento? Se la risposta è "chiamami", mettilo in conto.
  • Con chi parlo mentre si lavora? Se la risposta non è mai "con chi scrive il codice", ogni richiesta farà due passaggi prima di diventare una riga di codice.

I segnali di un preventivo che ti costerà caro dopo

  • Una riga sola e un totale: non è sintesi, è una discussione rimandata a quando avrai già versato l'acconto.
  • Nessuna domanda sulla tua attività. Chi non chiede come lavori e chi sono i tuoi clienti ti sta vendendo un modello, non una risposta.
  • Il canone "tutto incluso" che non elenca cosa include. Tutto incluso finché non chiedi qualcosa.
  • Le promesse di posizionamento: il primo posto su Google non si può garantire, e chi lo garantisce conta sul fatto che tu non possa verificarlo prima di pagare.
  • Lo sconto che scade venerdì. Un lavoro serio non ha bisogno di scadenze inventate per essere firmato.

Come ci arrivo io, al numero

Prima parliamo: cosa fai, chi sono i tuoi clienti, cosa deve succedere sul sito, cosa hai già in casa. Poi ricevi una proposta scritta con cosa costruisco, in quanto tempo, cosa si paga una volta e cosa torna ogni anno. Il numero è la conclusione di quel ragionamento, non l'inizio, e fino a lì non c'è nessun impegno: se ti serve meno di quello che pensavi, te lo dico. Se stai ancora decidendo cosa costruire, sito o app per la tua attività è il passo prima di questo.

Domande

Quello che mi chiedono sui costi

Perché in questa guida non c'è nessuna cifra?

Perché una cifra data senza il progetto davanti è un numero inventato, e ti servirebbe solo a confrontare mele con pere. Quello che posso darti prima di conoscerci è il metodo per comporre e per leggere un costo. Il numero arriva dopo la prima chiacchierata, scritto, con dentro cosa comprende e cosa resta fuori.

Quali costi continuo a pagare anche se il sito non cambia mai?

Dominio, hosting e certificato, sempre. Poi, a seconda di com'è fatto il sito, aggiornamenti, backup e manutenzione. Prese una a una sono voci piccole: chiedi che siano elencate nel preventivo, così sai già cosa ti aspetta il secondo anno.

Posso partire con poco e ingrandire dopo?

Sì, ed è spesso la scelta giusta. La condizione è che la prima versione sia costruita per crescere: dominio intestato a te, struttura ordinata, contenuti riutilizzabili. Partire piccolo è saggio, partire in un vicolo cieco costa il doppio quando devi ricominciare.

Un preventivo più basso conviene sempre?

Conviene se comprende le stesse cose. Quasi mai due preventivi coprono lo stesso perimetro: mettili in colonna e confronta cosa include ciascuno, chi intesta dominio e hosting, quanto costa una modifica dopo la consegna. Il preventivo più basso, spesso, è solo il più corto.

07 · Parliamone

Dimmi cosa
ti serve.
Il numero
viene dopo.

Raccontami la tua attività e cosa deve fare il sito. Ti rispondo entro 24 ore con una prima valutazione onesta e, se ha senso, con una proposta scritta.